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Full text of "La sorgente ballo fantastico in tre atti e cinque quadri"

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C. NUITTKR e SAINT-LEON 



LA 



SORGENTE 



Ballo Fantastico 



IN TRK ATTI E CINQUE QUADRI 



RIPRODOTTO DA 



CESARE MARZAGORA 



MUSICA DI 



MINKOUS e LEO DELIBES 



Prezzo netto Cent. 50. 



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EDIZIONI RICORDI 




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Digitized by the Internet Archive 
in 2012 with funding from 
Brigham Young University 



http://archive.org/details/lasorgenteballofOOdeli 



LA SORGENTE 



BALLO FANTASTICO IN 3 ATTI E 5 QUADRI 



DI 



C. NUITTER e SAINT-LEON 



RIPRODOTTO DAL COREOGRAFO 



CESARE MARZAGORA 



MUSICA DI 



MINKOUS e LEO DELIBES 



TORINO — TEATRO REGIO 

Stagione 1887-88. 



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R. STABILIMENTO TITO DI GIO. RICORDI 

DI 

G. RICORDI & C. 

MILANO - ROMA - NAPOLI - PALERMO - LONDRA - PARIGI 



Proprietà letteraria, 



PERSONAGGI 



* 



Naila, fata della Sorgente .... Angelina Spotti 

Nuredda Giuseppina Pesle 

Morgab, zingara Maria Ceccarelli 

Zaele, folletto Maria Martini 

Dadjé, favorita del Khan .... Antonietta Ferrerò 

Djelma, ancella di Nuredda . . . N. N. 

Djemil Vittorio De Vincenti 

Mozdock, fratello di Nuredda . . . Gaetano Cima 

Il Khan % Lorenzo Ferrerò 

Sindjar ] .... Augusto Ginghini 

> schiavi del Khan 

Ismail \ ..... Giuseppe Piantamela 

Una Libellula Antonietta Ferrerò 



Donne dell' Harem — Schiave e Schiavi — Guardie 

Eunuchi — Araldi — Paggi — Servi 

Esseri fantastici. 



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Distribuzione delle Danze 

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ATTO I. 

APPARIZIONE FANTASTICA. 

ZAELE. — Signora Maria Martini, allieva della Scuola di Ballo. 

Una LIBELLULA. — Signora Antonietta Ferrerò, allieva della Scuola 
di Ballo. 

Due FARE ALLE. — Signore Felicita Gianardi e Margherita Rossi , 
allieve della Scuola di Ballo. 

Tre FARFARELLI. — Signore Paolina Campana, Anna Rattero , 
Anna Beano, allieve della Scuola di Ballo. 

Il Passo della Guzla. — Signora Giuseppina Pesle e io Seconde Bal- 
lerine. 

La Fata della Sorgente. — Signora Angelina Spotti, unitamente al 
signor Vittorio De Vincenti. 

Ballabile dei Fiori, eseguito dal Corpo di Ballo. 

ATTO il 

Passo dei Veli, eseguito da 16 Ballerine. 
Adagio, eseguito dal Corpo di Ballo. 
Variazione, eseguita dalla signora Giuseppina Pesle. 
Gran Ballabile dell' Harem, eseguito dall' intero Corpo di Ballo. 
Due Sultane. — Margherita Rossi e Felicita Gianardi. 
La Ghirlanda di Fiori. — Signora Angelina Stotti. 
Passo d'azione. — Signora Angelina Spotti, Vittorio De Vincenti 
e tutte le Prime Parti. 

ATTO IV. 

Le Farfalle. — Ballabile eseguito dall' intero Corpo di Ballo. 

Amore e sacrificio. — Signore Angelina Spotti, Giuseppina Pesle 

e signor Vittorio De Vincenti. 
Il Talismano. — Signora Angelina Spotti. 



QUADRO IV. - SCENA V. 

Finale ed Apoteosi, eseguito dal Corpo di Ballo. 



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ATTO PRIMO 

Una gola in mezzo ad alte montagne. 

Nel fondo , dai fianchi d' una roccia scaturisce 1' argentea striscia d' una 
sorgente. — Verdi piante fioriscono intorno ad essa, e liane rampicanti 
s' abbarbicano ai rami degli alberi dai quali lasciano ricadere dei grap- 
poli di fiori. 

Il giorno non è ancora spuntato. Le Ninfe dei boschi, le 
Silfidi figlie dell' aria, i Folletti abitatori misteriori della terra, 
scherzando intorno alla sorgente sembrano renderle omaggio. 
È dessa infatti che fa nascere quei fiori fantastici sulla cima 
delle roccie ; nelle sue onde trasparenti la Silfide saltellante 
viene a bagnare le sue labbra; nelle viscere della terra il suo 
mormorio rallegra il Folletto custode vigilante delle miniere 
di rubini e di smeraldi. 

Farfalle notturne, insetti dalle ali chiazzate di vari colori 
aleggiano presso i fiori non ancora sbocciati respirando i loro 
profumi e bevendo la rugiada nei loro calici. 

Alcuni Farfarelli 1' inseguono strappando ad uno un' ala, ad 
un altro un corno, di cui si adornano con gioia. 

Il giorno nasce a poco a poco. 

Presso la sorgente, in mezzo ai fiori, nasce una Libellula: 
le Farfalle e i Farfarelli contemplano con curiosità questa nuova 
ospite della vallata : ma , più rapido di loro , comparisce un 
folletto: è Zaele, il folletto famigliare della sorgente. Esso 
insegue la Libellula, la raggiunge, la stringe fra le sue brac- 
cia e la bacia in fronte. La Libellula cade spirante sotto que- 
sta carezza. 

Il folletto l' abbandona e fugge coi Farfarelli. 

Il giorno è sorto. Gli esseri fantastici spariscono. 



— 6 — 

Un uomo si avanza. È un cacciatore, Djemil, il più destro 
fra tutti i figli della montagna. Egli si disseta attingendo un 
po' d' acqua dalla sorgente nel cavo della mano. 

Contemporaneamente aDjemil è giunta una zingara, Morgab, 
istrutta neir arte dei sortilegi. Essa coglie delle piante dal succo 
venefico , e si accinge a gettarle neh' acqua della sorgente , 
onde farla servire a qualche incanto misterioso. Ma Djemil , 
che la stava osservando, le impedisce di turbare co 5 suoi ma- 
lefizì la purezza di quell' acqua. Le strappa le erbe raccolte, 
le getta, le calpesta e le impone di allontanarsi. 

La zingara s' inchina con apparente sommissione, dissimula 
la collera e chiede a Djemil di darle la mano , onde possa 
leggervi il suo destino. 

Egli acconsente. Morgab sembra meravigliata della sorte , 
che 1' avvenire riserva a Djemil. 

In tal punto sì ode un rumore lontano. E una carovana 
che si avvicina. Alcuni viaggiatori si dirigono verso la gola 
delle montagne. — Guarda , dice Morgab , vedi tu questa 
gente che si appressa?... E una giovine fidanzata, che viene 
condotta al suo sposo. Sarebbe impossibile sognare una bel- 
lezza più perfetta : tu ne rimarrai invaghito e questo amore 
cagionerà la tua sventura ! 

Djemil scrolla le spalle. La zingara si allontana. 

Intanto la carovana s' inoltra , e Djemil, la cui curiosità è 
eccitata, vorrebbe vedere questa bellezza prodigiosa. 

Egli si nasconde e osserva. 

I viaggiatori arrivano. 

Nuredda velata è a cavallo , come suo fratello Mozdock. 
Numeroso seguito Y accompagna. 

Mozdock dà i suoi ordini per stabilire l' accampamento. Al- 
cuni schiavi sospendono ai rami degli alberi un'amaca su cui 
si riposa Nuredda. Essa si toglie per un momento il velo. 
Djemil la vede ed è abbagliato dalla sua bellezza. 

Delle genti della scorta, alcune apparecchiano un pasto fru- 
gale , altre danzano. Nuredda anch' essa prende una guzla e 
comincia una di quelle danze orientali, che lente e tranquille 
da prima, si animano a poco a poco. 

La zingara comparisce nuovamente, ed offre a Nuredda dei 
frutti selvatici cólti nella montagna. 

Nuredda li accetta, e si ricompone il velo sul volto. L'ac- 
campamento è tolto. 

Sul punto di partire, Nuredda innalza gli occhi alla roccia 
che domina la sorgente. Essa scorge un fiore d' uno splen- 



dorè meraviglioso e di una forma sconosciuta. La liana, a 
cui è attaccato, germoglia presso la sorgente, e abbarbican- 
dosi ai rami più alti di un albero, lascia pendere al disopra 
del precipizio il fiore misterioso. 

Nuredda è tentata dalla bellezza e dai vivi colori del fiore : 
vorrebbe possederlo. Ma come coglierlo?... È impossibile ar- 
rivare fin là. Non uno degli uomini della sua scorta oserebbe 
arrischiarsi in tale impresa. Ciò sarebbe un porre ad inutile 
pericolo la propria vita. 

Djemil, che ha udito il desiderio espresso da Nuredda, si 
avvicina e si offre per andare a cogliere il fiore. Nuredda 



con un gesto acconsente. 



Egli si slancia, si arrampica lestamente fino alla sommità 
delle roccie, raggiunge il ramo intorno a cui si avvolge la 
liana, e, sospeso al disopra dell'abisso, arriva fino al fiore e 
lo afferra. 

Ma il ramo cede sotto il peso; le liane, a cui Djemil si 
raccomanda, si distendono, si spezzano. Egli cade. Lo si crede 
perduto. 

Indi a poco però egli ricomparisce tenendo sempre il fiore 
prezioso, che viene a deporre ai piedi di Nuredda. 

Nuredda lo contempla meravigliata e fa un segno a Djel- 
ma, sua schiava, la quale raccoglie il fiore e glielo porge. 
Nuredda ne aspira il profumo, indi dice a Mozdock di pa- 
gare Djemil. 

Mozdock gli getta una borsa : Djemil la rifiuta. 

Che vuole egli dunque per ricompensa?... 

Egli vorrebbe contemplare un solo istante il volto di Nu- 
redda ! Si avvicina tremando e , trasportato da una brama 
ardente, porta la mano al velo della giovinetta e lo solleva 
alquanto. 

Nuredda retrocede sdegnata, getta il fiore e corre a rifu- 
giarsi fra le sue donne. 

Mozdock si slancia sopra Djemil. Quest' oltraggio d' un 
oscuro contadino non resterà impunito. Che sia legato ed ab- 
bandonato in questo luogo deserto. 

Djemil viene strettamente avvinto con le liane e i vimini 
flessuosi che crescono presso la sorgente. 

I viaggiatori si allontanano, e con essi parte anche la zin- 
gara, la quale ha domandato a Nuredda il permesso di se- 
guire la carovana. Essa contempla Djemil e sembra vendicata. 

Tutto tace. Djemil è solo. Inorridito per la morte lenta 
che lo attende, egli tenta invano di spezzare i suoi legami. 



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— 8 — 

E divorato da una sete ardente e non può neppure avvici- 
narsi alla sorgente. 

Ma ecco che tutto ad un tratto la sorgente stessa sembra 
venire verso di lui. La striscia d'argento si allarga e si tra- 
sforma in un velo d' acqua trasparente, dietro il quale si vede 
Naila, la fata della sorgente. 

Appena 1' acqua ha lambito le liane che avvincono Djemil, 
esse si ammolliscono. 

Naila fa un gesto : i lacci cadono da sé stessi. 

Djemil è libero ! 

Naila gli si avvicina. Djemil meravigliato, non sa qual sia 
la graziosa apparizione che è sorta innanzi a lui ; ma Naila 
lo conosce. Egli scorre ogni giorno per la montagna ; poco 
fa ha allontanato la zingara, che voleva imbrattare con un 
sortilegio 1' acqua della sorgente. Naila gli è riconoscente. 

Essa tuttavia gli rimprovera di aver Strappato il fiore che 
Nuredda desiderava, e che fu da lei disprezzato. Questo fiore 
è un talismano, al quale è legato il destino di Naila. A que- 
sto talismano obbediscono tutti gli esseri fantastici che po- 
polano la vallata. 

Djemil crede di sognare. 

Naila rialza il magico fiore con un gesto di comando. Su- 
bitamente appariscono Silfidi, Ninfe e Folletti. Essi si affol- 
lano danzando intorno a Djemil pronti ad eseguire i suoi 
ordini. 

— Che vuoi tu?... gli dice Naila. 

— Raggiungere Nuredda, risponde Djemil, e vendicarmi. 

— Va, soggiunge Naila : il tuo desiderio sarà soddisfatto. 

E consegnando il magico ramo a Zaele, suo folletto favo- 
rito, la fata gì' impone di accompagnare Djemil e vegliare 
su lui. 

— Va pure, dice essa a Djemil, va pure. Le Silfidi ti ser- 
viranno di scorta e veglieranno su te. I Folletti della mQn- 
tagna andranno a cercare per te nelle viscere della terra le 
gemme più risplendenti. Io stessa ti apparirò ogni qual volta 
tu mi evocherai. Va ! tu sarai ricco e potente, e vedrai l' al- 
tera Nuredda cadere alle tue ginocchia implorando pietà! 

Djemil s'allontana guidato da Zaele. 



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— 9 — 

ATTO SECONDO 



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I Giardini del Palazzo del Khan di Ghendjeh. 

Si aspetta Nuredda , la nuova favorita , che deve essere 
condotta al Khan. Già più volte Ismail, il capo delle guardie, 
ha fatto dar di fiato alle trombe ; altri squilli hanno risposto 
ai primi , ma non sono ancora quelli che devono segnalare 
l'arrivo della bella Giorgiana. Sindjar, V intendente del Khan, 
viene ad interrogare Ismail ; vengono pure Dadjé ed altre 
donne curiose di conoscere la novella sposa. Quando verrà?... 
Non si sa. 

Comparisce finalmente anche il Khan irritato da siffatti ri- 
tardi. Invano Dadjé si studia di distrarlo ; invano il suo fido 
Sindjar gli presenta la pipa piena del più squisito tabacco. 
Nulla può calmare la sua impazienza. 

Finalmente si ode echeggiare da lungi il segnale conve- 
nuto. E Nuredda che arriva. Essa infatti apparisce- accompa- 
gnata da Mozdock, dalle sue donne, dai suoi servi e seguita 
dalla zingara Morgab, da lei raccolta lungo la via. 

Il Khan è affascinato dalla bellezza di Nuredda. Dadjé e le 
altre donne la giudicano con minore benevolenza, e stimolate 
dalla gelosia si scambiano fra loro delle critiche sulla bel- 
lezza della rivale. 

Esse però sono costrette ad obbedire agli ordini del Khan, 
che loro comanda di prostrarsi innanzi alla nuova favorita e 
di festeggiare il suo arrivo. 

Fra le danze e le feste che hanno luogo in onore di Nu~ 
redda un nuovo squillo di tromba si fa sentire. 

Viene annunziato al Khan che uno straniero chiede di es- 
sere introdotto onde prestargli omaggio. 

— Ch'esso entri!- * 

Lo straniero comparisce. E Djemil, il cacciatore della mon- 
tagna, trasformato in un nobile signore dalle ricche vesti. Lo 
segue un servo che non è altri che Zaele, il folletto incaricato 
dalla fata di proteggere Djemil. Dietro di loro sono entrati 
due schiavi recanti dei cofani pieni dei più vari e preziosi doni. 

Lo straniero viene ad offrire al Khan il suo omaggio ed il 
suo tributo. Egli ordina di deporre ai piedi di Nuredda i co- 
fani dai quali estrae splendide collane e gemme magnifiche. 



— IO — 

In mezzo alle perle ed ai diamanti Nuredda ha notato con 
sorpresa un fiore simile a quello eh' essa aveva desiderato pas- 
sando vicino alla sorgente. E lo stesso splendore ! Sono gli 
stesssi colori! 

Va per prenderlo... ma Djemil lo prende prima di lei, e le 
dice che quel fiore non può donarlo. 

Esso ha maggior valore che i diamanti e le perle. E un 
talismano, il cui potere meraviglioso non ha l'uguale. Per 
dar prova della verità delle sue parole, Djemil getta il fiore 
sopra un cespuglio, che è in fondo al giardino. 

Ad un tratto le piante sembrano agitarsi ed ingrandirsi, 
e dalle loro foglie cade un velo d'acqua trasparente dietro 
il quale si mostra Naila. 

Essa si slancia in mezzo ai fiori. Questa apparizione è stata 
così rapida che nessuno sa spiegarsi d' onde sia uscita la gio- 
vinetta: tutti s'interrogano l'un l' altro, tutti l' ammirano, tutti 
restano stupefatti. Morgab la osserva con diffidenza e tenta 
d'indovinare chi ella sia. 

Il Khan, poc'anzi invaghito di Nuredda, rimane incantato 
dalla grazia e dalla bellezza della sconosciuta. Esso non ha più 
sguardi che per lei. 

Si getta a' suoi piedi e le dice che l' adora. Parli e sarà 
obbedita! 

L'incognita accetta gli omaggi del Khan, ma vuole re- 
gnar sola. 

Questa condizione è subito accettata. Tutto dedito alla sua 
nuova passione, il Khan rinunzia al suo Harem, distribuisce 
le sue donne fra gli ufficiali della casa, e licenzia Nuredda. 

Egli ordina inoltre di portare in trionfo nel suo palazzo 
colei che dovrà d'ora innanzi comandare sola nel suo Harem 
deserto. 

11 fratello di Nuredda vuol punire l' insulto fatto a sua so- 
rella, ma le guardie del Khan lo trattengono. 

Nel frattempo Nuredda umiliata e disperata cerca di nascon- 
dere la sua vergogna. Le si presenta allora la zingara Morgab, 
la quale le offre un asilo sotto la propria tenda e le promette 
di vendicarla. 



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II — 



ATTO TERZO 



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QUADRO PRIMO. 

La tenda della Zingara. 

Un raggio di luna penetra dall'alto. — Nel fondo è un idolo rischiarato 
dagli ultimi bagliori di un fuoco presso ad estinguersi. — Sparsi qua 
e là degli istrumenti di magia. 

Morgab entra per la prima: si assicura che non v'è alcuno 
e fa cenno a Nuredda e a Mozdock di entrare. 

— Dove siamo noi?... 

— Sotto la mia tenda. 

— Pensa che hai promesso di vendicarmi, dice Nuredda. 

— Si: io condurrò a' tuoi piedi colui che t'ha umiliata. 
Morgab si concentra, e sembra assorta in una profonda 

meditazione. Quest' uomo, essa dice, è protetto da una potenza 
soprannaturale. Ma anch' io ho il mio nume ed i miei sorti- 
legi ! Essi saranno i più forti. 

Morgab attirerà lo sconosciuto sotto questa tenda. Che Nu- 
redda ve lo trattenga ! che lo seduca ! che se lo faccia cadere 
ai piedi ! allora essa lo abbandonerà al braccio di Mozdock, 
ed il temerario perirà sotto gli occhi di colei che ha offeso. 

Morgab si prostra dinnanzi all' idolo : lo invoca e getta 
sul fuoco un pugno di erbe magiche. Un fumo cilestrino si 
innalza e si spande in vortici leggieri, che riflettono ad uno 
ad uno varii colori. 

Nuredda spaventata si avvicina a Mozdock. Qualcuno batte 
alla porta della tenda. Il sortilegio sortì esito felice. 

La zingara fa escire Mozdock per un' altra porta. Egli va 
a cercare alcuni uomini del suo seguito per condurli quando 
sarà tempo. 

Djemil entra, osserva con stupore il luogo in cui si trova 
e verso il quale si senti trascinato suo malgrado. 

Nuredda si presenta improvvisamente con aria sdegnata, e 
si avanza verso Djemil. Che viene egli a far qui?... Con qual 
diritto osa turbarla in questo asilo dopo averla oltraggiata?... 

Ma Djemil a sua volta le rimprovera il passato, getta il 
suo mantello e comparisce sotto le usate vesti di cacciatore. 



— 12 — 

Morgab , che restò nell' ombra presso l' idolo , riconosce 
Djemil. E dunque lui che fu salvato da un potere misterioso!... 
questa volta però egli non sfuggirà alla sorte che lo attende. 

Anche Nuredda è scossa da un fremito nel trovarsi al co- 
spetto di Djemil. 

Egli rammenta alla giovinetta il crudel modo con cui fu 
trattato da lei, mentre non era reo di altra colpa che di tro- 
varla bella. 

Nuredda nasconde il suo sdegno. Volge al giovine i suoi 
begli occhi umidi ancora di pianto : la collera di Djemil si 
spegne ben presto. Tenterebbe invano di resistere al suo fa- 
scino. Egli d' altro non è capace che di ripetere a Nuredda 
che l' ama sempre. Se ella non vuol dargli ascolto , egli 
partirà ! 

Nuredda lo trattiene. Djemil trasalisce al contatto della 
mano della giovinetta. La guarda, sembra commossa! — Ah! 
le dice, non farti giuoco del mio amore... non illudermi con 
una speranza mentitrice... se tu m'inganni, io m'uccido... 
E stringe il pugnale ; ma Nuredda se ne impadronisce, e lo 
getta lungi da sé ; gli toglie quindi anche la pistola che porta 
alla cintura. La zingara si avanza non veduta e fa sparire le 
armi. 

Il fuoco semispento manda un chiarore rossastro. 

Ad un tratto, attraverso questo chiarore sembra che le pa- 
reti della tenda si spezzino e si socchiudano. Circondati da 
una luce celeste si vedono Naila, la fata della sorgente, ed 
il suo folletto Zaele. 

Il folletto mostra a Naila Djemil ai piedi di Nuredda. Egli 
l'ama sempre ed è ingrato verso colei che 1' ha salvato. 

Naila contempla con dolore Djemil, che volge a Nuredda 
le più tenere preghiere. 

La visione scomparisce improvvisamente. Mozdock giunge 
seguito dai suoi servi, sorprende Djemil ai piedi di sua so- 
rella e si scaglia su di lui. 

Djemil è solo, senz'armi, senza difesa. Egli è presso a perire. 

Ma Naila non vuole che egli muoia. Il folletto Zaele ap- 
parisce subitamente recando in mano il magico fiore. 

Tutti restano immobili come sotto l'influsso d'un incanto. 
Djemil liberato dalla stretta di coloro che l'avevano afferrato, 
obbedisce con sorpresa al gesto di Zaele. Senza che nessuno 
lo trattenga, egli conduce seco Nuredda, che lo segue senza 
opporre resistenza e come se non avesse coscienza di quanto 
avviene. 



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Il folletto sparisce. 

Allora la zingara , Mozdock e gli altri escono dalla loro 
immobilità. 

Guardano da tutte le parti, non vedono più né Djemil nò 
Nuredda e si precipitano sulle orme dei fuggiaschi. 



QUADRO SECONDO. 

La gola delle montagne. 

I fiori sono appassiti, la sorgente disseccata, le foglie inaridite. — Vapori 
sinistri gravitano sulla vallata. 

Naila è in fondo chinata sulla roccia, da cui scaturisce la 
sorgente : essa sembra oppressa dal dolore. Alza la mano e 
Djemil e Nuredda appariscono. Naila col gesto li guida , li 
domina e li fa cadere assopiti. Invano essi tentano di resistere 
a questa influenza soprannaturale : i loro occhi si chiudono. 

Tutti e due sono in potere di Naila. Essa si accinge a ven- 
dicarsi e chiama. 

Il folletto accorre seguito da tutti gli esseri fantastici, sog- 
getti alla fata. Essi si slanciano con gesti minacciosi, e stanno 
per colpire. 

Ma Naila li arresta. Essa ordina loro di risparmiare Djemil 
e Nuredda. Invano Zaele l'eccita a punirli. Essa comanda e 
tutto scompare. 

Essa ordina a Zaele di far cessare il sonno magico di Djemil. 

II folletto obbediente tocca Djemil e sparisce. 

Djemil si trova al cospetto di Naila. Che avvenne dunque? 
Egli vede Nuredda inanimata. 

Egli implora Naila per lei. 

Naila sdegnata si ride delle sue preghiere. Essa gli rimpro- 
vera d' avere sconosciuto il suo amore e di averla sacrificata 
a Nuredda ! A Nuredda che non l'ama e non l'amerà mai ! 

— Interrogala, gli dice, ed odi la verità dalle sue labbra 
stesse. 

Nuredda sembra rianimarsi. Djemil prende la sua mano e 
la preme sul cuore. — Mi ami tu?... le domanda con ansia. 

— No, no, gli risponde la giovinetta con un sorriso d'in- 
differenza. 

Diemil è desolato. 

— Tu lo vedi, gli dice Naila, il suo cuore è insensibile ! 
Se ella ha finto di amarti, ciò fu unicamente per perderti ! 



— 14 — 

Djemil scorge alla cintura di Naila il fiore incantato. — 
Ah ! se tu volessi, le dice, quel talismano irresistibile potrebbe 
far sì che il mio amore fosse corrisposto. 

Naila freme. 

— Questo talismano?... Ma sai tu ciò che mi chiedi?... 
Sì, questo fiore può appagare il tuo desiderio. Sì, esso può 
far passare in quel cuore di ghiaccio l'amore che io nutro 
per te e che tu hai sdegnato!... Ma pensaci bene... questo 
fiore strappato da te al suo stelo è P ultimo filo che mi lega 
all'esistenza ; è la mia anima, è la mia vita. Se io appago il 
tuo desiderio , debbo morire. Ed ora, dimmi , vuoi tu esser 
felice a tal prezzo ? 

Djemil rimane immobile ed abbassa gli occhi. 

— Lo vuoi tu?... gli ripete la fata. 

Essa lo guarda ansiosamente ; vede la lotta che si agita in 
lui, e con una improvvisa risoluzione stacca il fiore dalla sua 
cintura e corre a deporlo sul cuore di Nuredda. 

Nuredda si rianima. Essa si sente trasformata. È il cuore 
innamorato della fata che palpita nel suo petto. Non sa ove 
si trovi. Tutt' ad un tratto scorge Djemil e si getta fra le sue 
braccia. Essa P ama ! 

Naila contempla P opera sua. Si sente mancare, ma nel 
sentimento del compiuto sacrifizio attinge un resto di forze. 

Richiama i fantastici ospiti della vallata. Ordina a Zaele di 
festeggiare Djemil e Nuredda e di guidarli e proteggerli lungo 
il loro cammino. 

Di tratto in tratto le forze l'abbandonano. Essa lotta colle 
angoscie mortali che s' impadroniscono di tutto il suo essere. 
Soffre vedendo Djemil e Nuredda che si amano, tuttavia essa 
stessa li unisce pagando con la vita la loro felicità. 

Djemil e Nuredda partono ; Naila cade e muore. 



QUADRO TERZO. 

La scena si trasforma per incanto 
e rappresenta Y interno della sorgente. 

Silfidi e Ondine , disposte in vari gruppi , si volgono in 
atteggiamento di adorazione a Naila, che riapparisce risorta 
fra le onde della sorgente. 



GAZZETTA MUSICALE DI MILANO 

(anno XLIII — 1888) 

FOGLIO ARTISTICO MUSICALE ILLUSTRATO DI 8 PAGINE 

il più ricco che si pubblichi fino ad ora, 

DIRETTORE . ESCE 

GIULIO RICORDI I TUTTE LE DOMENICHE 



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13 numeri trimestrali della Gazzetta Musicale — L. ^ in musica (valore 
effettivo) corrispondenti a lordi Fr. io marcati od a netti Fr. 5 marcati — 
1 Libretto d' Opera o X Fotografia , ed ai premi per la soluzione delle scia- 
rade e rebus. — (Vedasi programma). 

Gli abbonamenti decorrono invariabilmente dal 

1.0 GENNAIO — i.° APRILE — i.° LUGLIO — i> OTTOBRE. 

SCADENZA NON OLTRE IL 3 1 DICEMBRE 1888. 

PREZZO DEGLI ABBONAMENTI FUORI DEL REGNO £>' ITALIA 

COMPRESA L'AFFRANCAZIONE DEI PREMI ! 

Anno Semestre Trimestre 

Susa, Tunisi, Tripoli ed Alessandria d'Egitto Fr. 24 — Fr. 13 — Fr. 7 — 
Unione postale d' Europa, Africa ed America 

del Nord . . . „ » 28 — » 1 5 — » 8 — 

America del Sud ed Asia » 34 — » 18 — » 9 — 

Australia e Nuova Zelanda » 40 — » 21 — » 11 — 



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Anno Semestre Trimestre 

Susa, Tunisi, Tripoli ed Alessandria d'Egitto Fr. n — Fr. 6 50 — Fr. 4 50 
Unione postale d' Europa , Africa ed America 

del Nord » 12 — » 7 » 5 — 

America del Sud e Asia » 14 — » 8 — — » 6 — 

Australia e Nuova Zelanda » 16 — » 9 — — » 7 — 

Gli abbonamenti decorrono invariabilmente dal 

1.0 GENNAIO — i.° APRILE — i.° LUGLIO — i.° OTTOBRE. 

SCADENZA NON OLTRE IL 31 DICEMBRE 1888. 



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namenti offrono straordinari vantaggi e facilitazioni , le quali sono dettagliata- 
mente indicate neh' apposito Programma che si spedisce gratis a chiunque ne 
faccia richiesta. — Ecco l'elenco dei giornali con abbonamento riunito : 

L* Ilhìstrazione Italiana , splendido foglio settimanale illustrato. — La 
Stagione, ricco giornale di mode quindicinale. — L* Italia Giovane, periodico 
mensile illustrato. — La Gazzetta Piemontese e La Gazzetta Letteraria 
di Torino. — Il Pungolo di Milano e Le Conversazioni della Dome- 
nica. — La Gazzetta di Venezia. — La Nazione di Firenze. — La 
Vedetta di Firenze. — Il Resto del Carlino di Bologna. 



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